OursFF... le nostre Fanfiction

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E poi arrivi tu..., -yuri-
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Tarja.. Nemo

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Allora siorri e siorri, arriva un' altra ff, naturalmente a tematica yuri, sempre basata su Harry Potter, si stravolge la trama dei libri e ci si trova in un ipotetico settimo anno a Hogwarts...
Rating: rosso


Capitolo 1


Si sentivano solo i suoi passi per il lungo corridoio che portava alla sala grande, solo lo scalpiccio di Hermione Granger, la caposcuola di Grifondoro della scuola di magia di Hogwarts.
Era il settimo anno che la studentessa passava in quella scuola che tanto amava.
I suoi indomabili capelli, tutti nodi e riccioli, le sbattevano contro le spalle ad ogni fluido movimento, mentre si dirigeva a controllare che tutti gli altri studenti fossero nei rispettivi dormitori.
Sentì un rumore, appena udibile e si mise subito all’erta.
Silenziosamente svoltò l’angolo, stringendo gli occhi e serrando le mascelle.
Era una ragazza di Serpeverde, la conosceva solo di fama, Katlheen Edwards.
Era una ragazza schiva, fredda e distaccata, non si preoccupava di nessuno, o almeno questa era l’impressione che avevano gli altri su di lei.
Aveva gli occhi color dell’oro, quando avevi la fortuna di incrociare il suo sguardo, era come immergersi in puro oro fuso.
I fluenti capelli neri, colore della notte, le ricadevano morbidi su una spalla arrivando fino a metà schiena, sembravano leggerissimi come fatti di seta.
Non regalava mai sorrisi, era sempre sola e non cercava compagnia né amici.
Si raccontava o meglio, si spettegolava su di lei, che fosse una studentessa dalla potenza magica devastante, che fosse superiore persino a Silente e a Voldemort.
Ma Hermione non ci credeva molto, sebbene durante le lezioni in cui erano insieme, dava mostra di essere una studentessa eccellente, mai dimostrava di possedere qualità magiche superiori alla media, anche se era entrata nella scuola solo un anno prima, frequentando già le lezioni del sesto anno, dimostrando di non avere alcun problema a tener testa al programma.
La ragazza di Serpeverde era seduta sul davanzale della finestra, di fianco, per poter appoggiare la schiena allo stipite dell’ infisso.
La finestra era aperta e la luce della luna, faceva quasi brillare la sua pelle diafana, colore del marmo e dava persino l’impressione che fosse della consistenza del marmo, mentre rendeva ancora più scure ed evidenti le profonde occhiaie che solcavano la parte sottostante ai suoi occhi.
Katlheen si voltò verso Hermione, che era di fronte a lei, distante neanche mezzo metro.
<< Buonasera Granger>> la salutò freddamente, lo stesso saluto che riservava ai pochi a cui rivolgeva sguardo e parola.
<< Buonasera anche a te Edwards… anche se dovresti essere nel tuo dormitorio>> disse Hermione, rimanendo seria, nelle sue vesti di Caposcuola e fissandola negli occhi d’oro, sebbene fosse sorpresa che quella ragazza conoscesse il suo nome.
La ragazza alla finestra sembrava quasi trattenere il riso, piegando la bocca in una smorfia divertita, da non si sa cosa.
<< Toglimi pure dei punti Grifondoro, non potrebbe esserci cosa di cui mi importa di meno>> replicò sfacciatamente Katlheen continuando a guardarla, con la bocca arricciata nella medesima smorfia di prima.
<< Edwards, ti pregherei di non rivolgerti più così a me, sono una..>> disse di rimando Hermione, con aria scocciata, ma non riuscì a terminare la frase, perché Katlheen la interruppe, completandola lei.
<< Caposcuola..>> disse sbuffando << Sì, lo vedo>> puntò l’indice al petto di Hermione, dove troneggiava la spilla, simbolo del suo potere.
Hermione sbuffò leggermente, mentre l’altra ragazza scendeva dal davanzale della finestra e le si avvicinava di più, fermandosi solo quando erano ormai a pochi centimetri di distanza.
Hermione non era certo una ragazza particolarmente bassa, ma l’altra la superava di 10 centimetri buoni, se non di più.
Se Hermione guardava dritto avanti a se, si ritrovava di fronte le labbra della ragazza, per cui per guardarla negli occhi doveva sollevare la testa.
L’altra la teneva leggermente abbassata, e la guardò per pochi attimi, sempre seria, non facendo trasparire emozioni dal suo viso, dal suo sguardo, che era nonostante ciò terribilmente penetrante, come se potesse leggerti l’anima, come se tu fossi per lei un libro aperto a sua disposizione, poi disse a Hermione una frase, che la Grifondoro allora, non comprese del tutto.
<< Stai attenta Granger, sono pericolosa, non è saggio starmi vicino>> le disse quasi in tono di sfida, continuando a guardarla negli occhi, come se volesse ipnotizzarla.
<< Non ho intenzione di farlo Edwards >> disse la Granger ricambiando lo sguardo dell’altra con uno identico.
Katlheen fece un'altra smorfia divertita, poi con un movimento delicato e rapidissimo, quasi volasse, si spostò da Hermione e se ne andò, senza voltarsi o salutarla, dirigendosi verso il suo dormitorio, anche se di dormire non ne aveva intenzione... o possibilità.

Edited by ..::Tarja::.. - 7/8/2008, 12:29

The real voyage of discovery consists not in seeking new landscapes but in having new eyes.
-Marcel Proust-


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Lydia: Oh madre non crederete mai, mai e poi mai a quello che sto per dirvi!
Mrs Bennet: Oh non tenermi sulle spine cara
Mr Bennet: Vuole farsi suora....
Lydia: Sta arrivando il reggimento!! Si fermeranno in paese proprio qui!


Mrs Bennet: Lo fai apposta per irritarmi. Non hai nessuna pietà dei miei poveri nervi.
Mr Bennet: Ti sbagli, cara. Ho un profondo rispetto per i tuoi nervi. Sono miei vecchi amici. Sono almeno vent' anni che te ne sento parlare

[Orgoglio e pregiudizio]

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Tarja.. Nemo

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un altro capitolo, un po' più lungo del precedente ^__^

Capitolo 2


Il mattino seguente, Hermione ripensava ancora alla ragazza della notte scorsa, Katlheen.
Doveva ammettere a se stessa che era veramente una ragazza strana, ma soprattutto provocante.
Arrossì a quel pensiero, chiedendosi da dove arrivasse una frase simile, così scosse la testa leggermente, cercando di portare l’attenzione ad altro.
Era ancora stesa nel letto mentre pensava, decise che era ora di alzarsi, sebbene fosse ancora stanca dalla ronda della notte seguente.
Rimase un attimo seduta sul bordo del letto, con le gambe che sfioravano il pavimento, e il colletto del pigiama troppo largo per il suo corpo esile, che le scopriva una spalla; distese le braccia, sentendo il fastidioso rumore, delle ossa che si distendono, dopo essere state in chissà quali posizioni assurde durante la notte.
Sì alzo del tutto, rabbrividendo per il contatto dei piedi nudi col pavimento freddo e guardandosi attorno, la stanza era in perfetto ordine, come tutte le sue cose del resto, a parte ovviamente i capelli...
Data la sua promozione a Caposcuola, le era stata data una stanza singola, la quale era sempre nella torre dei grifondoro ma nel punto più alto, per raggiungerla fortunatamente c’era un passaggio segreto, nella sala comune, che solo i Caposcuola conoscevano.
Di fianco alla sua c’era quella dell’altro Caposcuola di Grifondoro, Ron, che dopo essere diventato, al quinto anno Prefetto, ora era anche Caposcuola, per la gioia di sua madre, di Hermione, ma non del tutto di Harry, a cui non importava della carica dell’amico, quanto più della lontananza del suo dormitorio dalla stanza dei Caposcuola.
La Grifondoro non era dispiaciuta della disposizione delle stanze, anche perché in tal modo, era vicina a quella di Ron, che finalmente si era deciso a chiederle di uscire insieme, cosa che Hermione aveva accettato con entusiasmo.
La ragazza si diresse nel bagno, che era incorporato nella stanza, così da non dover utilizzare più quello destinato ai prefetti.
Quando ne uscì, si preparò, indossando la divisa della scuola, e appuntandosi la Spilla al petto, uscendo bussò alla stanza di fianco, da cui uscì la voce assonnata di un Ron a quanto pare ancora mezzo addormentato.
<< Ronald >> esordì Hermione, che quando era arrabbiata usava sempre il nome del suo ragazzo per intero, cosa che lui odiava.
<< Non dirmi che sei ancora a letto, perché ti giuro che se entro e non ti vedo vestito e completamente sveglio ti affatturo >> disse seriamente, anche se nella sua mente, più che la rabbia albergavano risate, soprattutto per il movimento improvviso che si sentiva provenire da dentro la stanza.
<< E-entra pure>> disse trafelato il ragazzo, ancora vestito per metà, mentre si fiondava in bagno.
Hermione appoggiò delicatamente la mano sulla maniglia, ed entrò.
La stanza sembrava quella di un pazzo, completamente in disordine, vestiti sul letto, sulle sedie, sulla scrivania; il libri, erano sparsi per la stanza mezzi aperti, le pergamene, alcune per di più strappate, erano ovunque, mezze scarabocchiate.
La ragazza sospirò pesantemente, estrasse la bacchetta, e usando un incantesimo non verbale, prese a sistemare la stanza.
Quando il ragazzo uscì dal bagno, la stanza era completamente in ordine, ed Hermione era seduta sul letto di Ron, che lo aspettava per scendere in Sala comune, per incontrare Harry e per poi andare in Sala Grande.
La ragazza vedendolo si alzò, regalandogli un meraviglioso sorriso gli andò incontro.
Il ragazzo sorridendo di rimando l’abbracciò e la baciò con slancio, ed Hermione rispose al bacio, anche se distrattamente, mentre il pensiero le ritornava a quella misteriosa ragazza.
Quando si separarono Ron la prese per mano e insieme si diressero nella Sala Comune, dove Harry li stava aspettando, seduto in una poltrona.
<< Oh finalmente, ce ne avete messo di tempo>> li salutò il moro, sorridendo.
<< Buongiorno anche a te Harry...>> rispose sarcasticamente Hermione, sospirando per la poca delicatezza del ragazzo.
Ronald invece si limitò a ridacchiare, stringendo la mano di Hermione, come se avesse paura di perderla.
I tre ragazzi si diressero in Sala Grande, chiacchierando allegramente, presero posto al tavolo dei Grifondoro, dove era già seduta Ginny, la sorella di Ron, e altri Grifondoro che salutarono.
Mentre la Sala Grande iniziava a riempirsi di studenti vocianti, entrò Katlheen, aprendo la porta con una sola mano, come se non fosse enorme e fatta di legno, ma di cartone; sembrava quasi stesse attenta a non romperla.
Appena la Serpeverde entrò, un profumo inebriante le invase le narici; non era l’odore disgustoso del cibo umano, quel odore che al suo naso, era tale a quello della spazzatura, era un profumo che aveva sentito solo la sera prima, mentre parlava con la Grifondoro.
Ed infatti era lì, seduta tra i suoi amichetti, mentre veniva stretta da quell’idiota del rosso.
Vai... prendila... sbranala... è lì indifesa, potresti ucciderli tutti senza problemi.
Era ancora quella voce nella sua testa, il suo vero essere, il mostro che era in verità, dovette scuotere la testa per scacciare i suoi pensieri, per scacciare quella voce, che le stava imponendo di assalire quella ragazza.
NO, urlò nella sua testa, e finalmente quei pensieri svanirono.
Vide che molti la fissavano, perché era rimasta ferma sull’entrata della Sala come un’idiota, in più ora aveva chiuso gli occhi, stringendoli all’inverosimile, per controllarsi.
Si riempì i polmoni di aria, sebbene non ne avesse bisogno, e riprendendo il suo solito atteggiamento, si diresse verso il tavolo dei Serpeverde, sedendosi di fianco a quell’idiota della Parkinson , che subito la salutò provando, inutilmente, ad attirare la sua attenzione.
Katlheen le rivolse uno sguardo che faceva trasparire tutta la sua irritazione, e ciò fece zittire subito quella ragazzina, che si pavoneggiava per l’intera scuola, e voleva l’attenzione sempre su di sé.
Katlheen fissò lo sguardo sulla Granger, che era seduta dall’altra parte della Sala, non era girata di schiena, così la Serpeverde poteva vederla in viso.
La Grifondoro non aveva quasi nulla di particolare, non era una bellezza che ti lasciano senza fiato, ma Katlheen ne era terribilmente attratta e ciò non aiutava di certo a placare la sua sete visto che quella ragazza aveva un profumo che incantava la Serpe, la quale se non avesse avuto una volontà di ferro, e una resistenza oltre i limiti normali, l’avrebbe assalita già la sera precedente o persino prima.
Perché Katlheen non era certo una ragazza normale, anzi non era proprio una ragazza, non era neanche viva, aveva 432 anni, questo perché lei era una vampira.
Il disgusto per se stessa aveva convinto Katlheen a rinunciare al sangue umano, nutrendosi solo di animali, e tutti i suoi secoli di esistenza, l’avevano portata praticamente all’insensibilità verso il sangue umano, per questo il preside della scuola, l’unico che conosceva il suo segreto, le aveva concesso di studiare nella scuola di magia, visto che la sua trasformazione in vampiro non le aveva tolto i poteri magici che già aveva, al contrario li aveva potenziati all’inverosimile.
Continuava a guardare quella ragazza, mentre la testa le si affollava di pensieri, voglie e ricordi, che la tormentavano.
Hermione non aveva neanche rivolto lo sguardo alla ragazza di Serpeverde che era entrata, continuando a parlare tranquillamente con Ginny.
Ma ora sentiva quasi il suo sguardo pesarle addosso, finì il discorso con Ginny e poi bevve il suo succo, puntando finalmente lo sguardo sulla ragazza seduta la tavolo delle Serpi, affogando nell’oro dei suoi occhi.
Vide che non toccava cibo, non beveva e nemmeno rivolgeva la parola o lo sguardo a qualcun altro che non fosse lei.
Hermione strinse leggermente gli occhi, piegando le sopracciglia, incuriosita dal perché quella ragazza fosse così strana, ma anche perché sentisse una così grande attrazione per lei.
La serpeverde era la classica ragazza che attirava lo sguardo di tutti, bellissima, con movimenti leggeri e aggraziati, toccando tutto con delicatezza, quasi ogni cosa fosse fatta di cristallo delicato; il corpo perfetto, con forme aggraziate e attraenti ma le quali non metteva mai sfacciatamente in mostra, facendo di tutto per vantarsene.
Tutta la sua bellezza, era inoltre celata da quell’ aria misteriosa che le aleggiava intorno, tutta la sua riservatezza, la sua misteriosa apparizione nella scuola e la sua aria di perenne serietà.

Edited by ..::Tarja::.. - 7/8/2008, 12:30

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Capitolo corto corto cortoooo

Capitolo 3


Katlheen sostenne lo sguardo della Grifondoro, ma sentendo di nuovo l’istinto di assalirla, le fece un’altra delle sue smorfie sfacciate e divertite, prima di muovere con grazia le gambe per uscire dall’incastro della panca e uscire dalla Sala Grande, non guardandola più.


La ragazza si diresse verso i sotterranei nell’aula di pozioni, sebbene fosse largamente in anticipo si sedette nel suo solito banco, in fondo, lontano dalla finestra e dalla luce.
Katlheen si godette i minuti che passarono nel silenzio, prima che arrivasse il professor Lumacorno, l’idiota bonaccione che era più intenzionato a vantarsi con gli studenti delle sue conoscenze tra i vip del mondo magico piuttosto che insegnare a loro come fare una pozione utile.
Si ridestò momentaneamente dai suoi pensieri, salutando il professore freddamente e con distacco, per poi tornare a immergersi nella follia che albergava la sua testa, tormentandosi l’unghia del dito di una mano coi denti.
L’aula iniziò a colmarsi e all’improvviso Katlheen sentì di nuovo il suo profumo pazzesco.
L’anno precedente la Granger non le faceva quel maledetto effetto, cosa diavolo era successo adesso, perché da quando si era accorta dell’esistenza di quella ragazza, il suo corpo era scosso da una voglia incontrollabile per il suo sangue??
La Granger ebbe la brillante idea di sedersi col suo, a quanto pareva, ragazzo proprio davanti a Katlheen, Hermione si voltò verso leggermente verso di lei, guardandola con la coda dell’occhio, la Serpeverde se ne accorse, e ammiccò maliziosamente in risposta al suo sguardo.
ormai era inutile fingere con Hermione, aveva già ammesso a se stessa di essere molto attratta da quella ragazza, non solo per il suo profumo magnifico, ma anche fisicamente.
La ragazza di Grifondoro si rigirò del tutto di scatto e i capelli le si mossero sinuosi, liberando il suo profumo, Katlheen dovette stringere i pugni e appellarsi al suo autocontrollo ferreo, acquisito nei suoi 432 anni, per non alzarsi e affondare i suoi lunghi canini nel candido collo di Hermione, per riempirsi la bocca del suo nettare rosso.
Ronald si accorse della reazione della sua ragazza, così le si avvicinò e le sussurrò talmente piano in un orecchio, che solo lei poteva sentire, o almeno così credeva.
<< La conosci?>>
Katlheen ascoltò il sussurrio del ragazzo, i due piccioncini non potevano sapere che il suo udito era potenziato dalla trasformazione in vampiro, e che li avrebbe sentiti anche se fossero stati nella loro Sala comune, ma non disse nulla, limitandosi ad un sorriso a labbra strette.
La Granger si voltò verso di lui, e mosse la testa in segno di assenso, sorridendogli, dopodiché si mise un dito sulle labbra, per dirgli di tacere, visto che il professore stava inziando a blaterare sulla lezione di quel giorno

Edited by ..::Tarja::.. - 7/8/2008, 12:31

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Tarja.. Nemo

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Capitolo 4


La mattinata passò lentamente, ma con notevole fortuna per i suoi nervi dopo le due ore di Pozioni La Serpeverde non vide più Hermione.
All’ora di pranzo non andò in Sala grande, non aveva voglio di stare per un’ora buona in mezzo a quelle galline delle sue compagne, per di più avendo davanti della spazzatura che agli umani piaceva tanto e mangiavano con gusto.
Si diresse invece nell’enorme parco che circondava il castello, aveva voglia di camminare un po’ in mezzo all’aria fresca, anche se lei non sentiva né il freddo, né il caldo, sulla sua pelle.
Infatti la pelle dei vampiri è praticamente indistruttibile, la loro forza fisica è superiore di un centinaio di volte a quella dell’uomo più forte, muscoloso e allenato del mondo umano.
Il cuore ovviamente non le batteva, i polmoni non dovevano riempirsi di aria in ogni momento, e l’unico nutrimento di cui avevano bisogno per vivere era il sangue.
La pelle era fredda, sempre, anche se la temperatura esterna fosse stata di duemila gradi.
Camminava lentamente, senza una meta precisa, mentre l’aria di Settembre le spettinava i lunghi capelli color della pece.
Arrivò vicina alla foresta proibita, in riva al lago, e sedette su una radice sporgente dal terreno, di proprietà di uno degli enormi alberi della foresta.
Accavallò elegantemente le gambe, come fosse un movimento di danza, poi il suo sguardo si perse nell’infinità del paesaggio e i pensieri vagavano a quella ragazzina di Grifondoro, ciò che provava per lei che cos’era? Era amore o solo attrazione fisica?
Katlheen non era certa del sentimento che dimorava ora nel suo cuore gelido e morto.
Si mise una mano sul petto, ma non sentiva più il rimbombo sordo dei battiti cardiaci, adesso il suo cuore era muto.
Tolse la mano da se stessa quasi disgustata, avrebbe pianto, se solo avesse potuto.

Hermione era in Sala Grande, circondata dai suoi amici e compagni di casata, ma non parlava molto, stava più che altro interrogando se stessa, su quella maledetta sensazione di imbarazzo mista a.. desiderio.. che sentiva quando vedeva quella maledetta Serpe.
Ma come faceva ad avere i crampi allo stomaco quando la vedeva...
Come diavolo poteva essere accaduto che una ragazza che conosceva da neanche un giorno, le desse più sensazioni con un solo sguardo, del suo ragazzo quando si baciavano..?!?
La ragazza non sapeva spiegarselo, poi quella mattina, quando Katlheen le aveva ammiccato in quel modo dannatamente provocante, cosa diavolo era quella sensazione di inadeguatezza nei suoi confronti, ma soprattutto di desiderio per le sue labbra, il suo corpo.
Hermione dovette scuotere la testa, per liberarsi finalmente da quei pensieri, che continuavano comunque a ritornarle in mente a tratti, infastidendola.
Si voltò verso Ron, baciandolo con slancio anche se erano in mezzo alla Sala Grande, per dimostrare a se stessa che era lui che desiderava, ma fallì miseramente.
Le sue labbra le sembravano troppo grandi, bagnate, la sua lingua ora era invadente e a tratti anche disgustosa; le mani che stringevano le sue le sembravano ruvide e fastidiose.
Si separarono sotto gli sguardi attoniti dei presenti, e la mente di Hermione era ora persa in mille pensieri.
Si alzò di scatto, senza dare spiegazioni e risposte alle domande invadenti dei suoi compagni di casata.
Si diresse al tavolo dei Serpeverde, Katlheen non c’era.
<< Dov’è Katlheen Edwards ? >> chiese con voce asciutta e secca.
I Serpeverde ridacchiarono, guardandola con scherno.
<< Cosa vuoi che ne sappiamo Mezzosangue >> disse l’odiosa voce di Pansy Parkinson, una delle galline della scuola.
<< Prova in Cortile >> le disse l’amica della Parkinson, beccandosi una gomitata da parte di quest’ultima e uno sguardo di fuoco.
Hermione non disse nulla, si voltò e come una furia si diresse nel cortile della scuola, ora dovevano parlare.

Edited by ..::Tarja::.. - 7/8/2008, 12:31

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Capitolo 5


Katlheen era persa nei suoi pensieri quando avvertì il leggero rumore dei passi sull’erba, e il suo profumo inconfondibile, si stava dirigendo verso di lei.
Era bellissima mentre il corpo si muoveva veloce e flessuoso, i capelli arricciati le incorniciavano il viso, tirato in un’espressione seria e risoluta.
Katlheen strinse convulsamente un pugno, se la Granger si dirigeva verso di lei e soprattutto aveva intenzione di rimanerle vicino a lungo, doveva prepararsi ad una lunga ed estenuante resistenza fisica.
Hermione le si parò davanti, le mani appoggiate sui fianchi, i capelli leggeri sulle spalle e la gamba destra leggermente piegata.
La vide ispirare profondamente, prima di piantare il suo sguardo di cioccolato, nel suo d’oro puro.
Il viso sempre tirato in un’espressione seria, la fissava, rimase incantata per un attimo, quasi devastata dalla bellezza di quella Serpe.
<< Katlheen, credo di doverti parlare >> disse, l’espressione le si addolcì, forse involontariamente.
La Serpeverde credeva che Hermione non conoscesse nemmeno il suo nome, che pronunciato da quelle labbra rosee e carnose, suonava ancora più dolce.
Le fece un segno di assenso con la testa, e la Grifondoro si sedette di fianco a lei sull’enorme radice.
Hermione in realtà non sapeva veramente cosa dirle, voleva solo sapere se anche lei sentiva qualcosa, quelle sensazione che provava lei, guardandola.
Fece un profondo respiro, poi volse lo sguardo in quello di Katlheen, che la fissava curiosa.
<< Ecco, io non so esattamente come dirtelo, ma ecco io quando ti guardo, quando ci fissiamo, io sento qualcosa, che non sono sicura sia opportuno che senta>> lo disse in tono sicuro, anche se si capiva la sua indecisione sulle parole mentre si perdeva nell’oro che era lo sguardo dell’altra ragazza.
Katlheen sorrise apertamente per la frase contorta di Hermione, poi tornando seria le rispose.
<< Hermione, anche io sento qualcosa, per te, non voglio nascondertelo, ma io sono troppo pericolosa per stare a lungo vicino ad una persona>>
La voce nella sua testa stava tornando, la supplicava di azzannare quella ragazza, di bere tutto il suo sangue.
Il profumo di Hermione la stava facendo impazzire, ma doveva resistere; chiuse gli occhi per concentrarsi e scacciare quella voce, che rispecchiava il vero mostro che era.
Hermione si accorse dello sforzo dell’altra, pur ignorando la causa che lo provocava.
<< Io non capisco... perché tu dovresti essere pericolosa... e che cosa diavolo sta succedendo tra di noi, da quando mi hai parlato ieri sera io non faccio che pensarti e stare col mio ragazzo mi sembra persino fastidioso>> continuò Hermione guardandola.
Katlheen riaprì gli occhi e la guardò intensamente.
<< Non so dirti perché tu provi fastidio per il rosso, anzi forze lo saprei, ciò non toglie il fatto che io sia un essere terribilmente pericoloso, soprattutto per te>> aveva ripreso il controllo di sé, anche se il suo profumo continuava a distrarla, la voce era sparita dalla sua testa.
Hermione sfuggì allo sguardo della ragazza.
<< Io... sento una grande attrazione per te>> disse in un soffio Hermione, tornando a guardare l’altra, a cui le si era addolcito lo sguardo.
Katlheen sorrise dolcemente.
<< Anche io Hermione... ma te lo ripeto, sono troppo pericolosa, mi dispiace>>
Rimasero a fissarsi per pochi istanti, poi Katlheen si alzò dalla radice, per dirigersi verso il castello, ma Hermione le si avvicinò e la trattenne per il polso.
Katlheen si girò di scatto, ma Hermione spalancò gli occhi sentendo la pelle ghiacciata dell’altra.
La Serpeverde liberò facilmente il polso dalla stretta dell’altra, la fissò per pochi secondi, sapeva che Hermione aveva finalmente capito.
Si girò e tornò velocemente al castello, lasciando Hermione nel cortile, con la testa che le si riempiva di risposte a tutte le domande che si era posta.
E’ una vampira... pensò Hermione a conclusione di tutti i suoi pensieri, era l’unica spiegazione; le occhiaie, la pelle dura, ghiacciata e diafana, la sua persistente lontananza dagli altri e infine la sua affermazione di essere pericolosa... Non c’era altra spiegazione.

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Capitolo 6


La sera Katlheen era troppo assetata per aspettare ancora, appena si fece notte, attraversò il castello ed uscì.
La Foresta Proibita pullulava di animaletti che le sarebbero stati sufficienti come nutrimento.
Mentre attraversava la Sala Grande, senza produrre il minimo rumore, Hermione che era di ronda la vide.
Sentì un brivido percorrerle la schiena, sapeva dove Katlheen stava andando, doveva nutrirsi, ma la Grifondoro non sapeva che la ragazza aveva rinunciato il sangue umano, così la seguì, pensando che la ragazza si sarebbe diretta ad Hogsmeade che era il villaggio più vicino al castello.
Uscì anche lei dal castello, seguendo la ragazza e rimanendo stupita quando la vide addentrarsi nella foresta.
Si addentrò negli alberi, ma si accorse presto di averla persa di vista
... Merda...pensò quando fu circondata solo dal buio senza sentire il minimo rumore.
Quando sentì uno scricchiolio di rami secchi la mano corse alla bacchetta, ma non fu abbastanza veloce.
Si sentì intrappolare le braccia lungo la vita da un braccio duro come il marmo e ghiacciato.
Katlheen l’aveva intrappolata, stringendola da dietro, a sé.
Hermione aveva il cuore che batteva ad una velocità impensabile e il respiro le si fece rapidamente affannoso; avrebbe voluto urlare ma la voce le morì in gola.
Sentì il fiato di Katlheen sul suo collo, freddo come il vento invernale.
La Serpe sfiorò il candido collo della ragazza con le labbra, la sentì tremare, risalì con le labbra fino al suo orecchio, sentì la voce nella sua testa che le imponeva di morderla, ma non ci riuscì, voleva solo divertirsi un po’ e poi il collo di Hermione era così attraente.
<< Non dovevi seguirmi ragazzina>> le sussurrò con voce glaciale.
Hermione fu percorsa da una seconda ondata di brividi, era sicura che Katlheen l’avrebbe uccisa.
Hermione che cosa diavolo ti è venuto in mente a seguirla... idiota si rimproverò nella sua mente.
Non sapeva cosa dire alla ragazza, se implorarla di non ucciderla, o cercare di liberarsi dalla stretta per prendere la bacchetta.
Sentì Katlheen ripercorrere una seconda volta il suo collo con le labbra fredde e durissime, questa volta non tremo per la paura, le labbra della ragazza la stavano sì terrorizzando, ma anche emozionando in modo pazzesco.
Sentì Katlheen allontanare la bocca dal suo collo, la Serpeverde era frastornata dall’odore della ragazza e per un momento era stata veramente intenzionata a morderla, ma i sensi di colpa successivamente l’avrebbero dilaniata... che si fosse davvero innamorata di quella mortale?
La Serpe allentò lentamente la presa sulla ragazza, fino a lasciarla libera.
Hermione si voltò verso la ragazza, erano distanti pochi centimetri l’una dall’altra, e Katlheen smise di respirare, visto che non ne aveva la necessità, per non farsi incantare dal profumo della ragazza.
Aveva uno sguardo arrabbiato, scuro, le mascelle strette fino al limite, ed Hermione guardandola in faccia per un attimo ebbe ancora paura.
Quando la ragazza aveva lasciato la presa, la Grifondoro si era rilassata notevolmente, ma il viso scuro e infuriato di Katlheen gliela fecero ritornare.
Lo sguardo dorato della ragazza era spaventosamente serio, la fissava con rabbia, ed Hermione se ne sentì attratta, in un secondo momento, più che spaventata.
<< Perdonami >> sussurrò Hermione evitando lo sguardo di Katlheen.
<< No perdonami tu... ti ho spaventato, non volevo >> disse Katlheen continuando a guardare la ragazza, che aveva voltato lo sguardo da un’altra parte... era proprio bella.
<< Mi hai spaventato? Ma non dovresti... mordermi?>> Hermione rigirò la testa per fissare Katlheen negli occhi, aveva uno sguardo interrogativo, mentre l’altra sorrise apertamente, divertita da quella domanda.
<< In teoria si... ma per la verità io ho rinunciato al sangue umano, mi nutro di animali, mi fa sentire meno... un mostro>> disse lentamente, come per cercare le parole giuste, e tornò seria pronunciando la parola mostro.
Hermione sgranò gli occhi, non poteva crederci...
<< Tu non sei un mostro e se non bevi sangue umano non vedo perché tu sia pericolosa, sono amica di un licantropo, non vedo problemi a starti vicino>> glielo disse tutto d’un fiato, come se quello cambiasse la situazione di Katlheen.
<< Granger >> disse Katlheen, tornando per un momento all’uso del cognome << Tu non ne hai idea, ma il profumo del tuo.. sangue, mette a dura prova la mia resistenza>> le disse Katlheen facendo una delle sue smorfie divertite, aspettando la reazione dell’altra.
<< Io... e solo io ti faccio questo effetto?>> chiese incuriosita Hermione, la sua voglia di sapere stava prendendo il sopravvento su tutti i timori.
<< Già, e ti dirò di più non ho idea del perché>> disse Katlheen respirando a fondo.
Hermione rimase interdetta da quella rivelazione, Dio quanto è bella...
Hermione fissò le labbra marmoree della ragazza, provava un’attrazione terribile per esse.
Le sfiorò con le sue prima di scappare verso il castello, conscia del fatto che Katlheen avrebbe potuto raggiungerla con assoluta facilità, e forse lo sperava anche un po’, ma la Serpe non lo fece.

Katlheen aveva ancora il ferroso sapore del sangue sulla lingua e gocce del rosso nettare sulle labbra quando uscì dalla foresta a passo svelto dirigendosi verso il castello.
Leccò via le gocce dalle labbra mentre ripensava ad Hermione.
Quando la ragazza le aveva sfiorato le labbra con le sue, morbide e rosee, aveva sentito un brivido attraversarle il corpo, terminando nell’ inguine.
In tutti quei suoi secoli di esistenza non aveva mai provato nulla di simile, specialmente per un mortale.
Per lei all’inizio erano solo cibo, poi quando il disgusto l’aveva portata ad evitare l’omicidio, non erano nemmeno più degni di attenzione, ma quella Grifondoro aveva risvegliato in lei sensazioni che credeva non potesse più provare, tanto che si mise una mano sul petto, per assicurarsi che il cuore non avesse ripreso a battere.
Quando lo sentì fermo e muto, come al solito, le venne da ridere per la sua stupidità.
Rientrò nel castello senza produrre il minimo rumore e si avviò nei sotterranei mentre il sole iniziava a mostrarsi all’orizzonte.

Hermione era tornata nel suo dormitorio subito dopo essere fuggita dalla ragazza, senza finire il suo giro d’ispezione.
Era corsa immediatamente in camera sua, sbattendo la porta violentemente e poi appoggiandoci la schiena.
Portò un dito alle labbra, sfiorandone il contorno, nella sua mente era ancora troppo vivo il ricordo di quelle gelate di Katlheen, del suo respiro gelido che le aveva invaso la bocca quando le aveva dato quel... come doveva chiamarlo.. Bacio...???
Aveva ancora il fiatone, ma quando si fu calmata e il respiro tornò regolare, si stese a letto vestita, aspettando il mattino.

Edited by ..::Tarja::.. - 7/8/2008, 12:33

The real voyage of discovery consists not in seeking new landscapes but in having new eyes.
-Marcel Proust-


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Lydia: Oh madre non crederete mai, mai e poi mai a quello che sto per dirvi!
Mrs Bennet: Oh non tenermi sulle spine cara
Mr Bennet: Vuole farsi suora....
Lydia: Sta arrivando il reggimento!! Si fermeranno in paese proprio qui!


Mrs Bennet: Lo fai apposta per irritarmi. Non hai nessuna pietà dei miei poveri nervi.
Mr Bennet: Ti sbagli, cara. Ho un profondo rispetto per i tuoi nervi. Sono miei vecchi amici. Sono almeno vent' anni che te ne sento parlare

[Orgoglio e pregiudizio]

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view post Posted on 7/8/2008, 11:28Quote
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Capitolo 7


Si svegliò sotto il rumore di qualcuno che bussava alla porta, Hermione scese dal letto con gli occhi appannati dal sonno ed andò ad aprire.
Guardò di sfuggita l’orologio sul comodino mentre un festante Ron entrava dalla porta e l’abbracciava.
Si era stesa nel letto e addormentata esattamente mezz’ora prima.
Sorrise a Ron che si apprestò a baciarla, Hermione non rispose al bacio come avrebbe fatto due giorni prima.
Quando si separarono Ronald le rivolse uno sguardo interrogativo, sia perché si aspettava una risposta al bacio più entusiasmante da parte della ragazza, sia perché non l’aveva mia vista così stanca.
<< Hermione ti senti bene? Non ti ho mai visto così assonnata, quando sei rientrata dal giro stanotte?>> Chiese sinceramente preoccupato, mentre la scrutava attentamente, con sguardo indagatore.
<< Certo Ronald... sto benissimo >> rispose infastidita dalla curiosità del ragazzo e dal suo bacio...
Si sciolse dall’abbraccio del rosso ed entrò in bagno, mentre l’altro rimase lì impalato con la bocca spalancata e un’espressione incredula, da quando stavano insieme Hermione non si era mai sottratta ne ai baci ne agli abbracci e tanto meno si era dimostrata infastidita da lui, cosa diavolo era successo?
Hermione si sciacquò la faccia con l’acqua fresca, per svegliarsi e schiarirsi le idee.
Quella ragazza la stava distruggendo mentalmente e sentimentalmente, ma come diavolo aveva fatto a prendersi una cotta, per una ragazza per giunta?
Lei che era sempre stata invaghita di Ron Weasley, prima nascondendolo mantenendo la facciata di migliori amici e poi successivamente, quando erano riusciti a confessarsi i sentimenti reciproci.

Si asciugò la faccia con un asciugamano, poi prima di uscire appoggiò la schiena e la testa alla porta, inspirando profondamente.
Aprì la porta e guardò Ron, che le sorrideva, rispose al sorriso con un altro più tirato e forzato.
Si avvicino al comodino vicino al suo letto, senza uno scopo preciso se non quello di dare le spalle al ragazzo.
<< Mione... sei sicura di stare bene>> disse Ron sussurrandoglielo all’orecchio, viste che le si era avvicinato e l’aveva abbracciata da dietro, proprio come aveva fatto Katlheen prima.
Ebbe un flashback, il braccio ghiacciato e durissimo che la stringeva ad un corpo altrettanto freddo duro e scolpito come quello di una statua, perfetta.
Non dovevi seguirmi ragazzina, le balenarono in mente le parole della Serpe, che gliele sussurrava come aveva appena fatto Ron, solo che lei le aveva pronunciate con la sua voce, calma e glaciale che le aveva procurato i brividi.
Strizzò gli occhi per scacciare le immagini e la voce di Katlheen dalla sua testa, poi mormorò una risposta a Ron, che stava diventando alquanto insistente con la sua richiesta sullo stato di salute di Hermione.
<< Ron ti ho detto che sto bene, non essere ossessivo>> rispose con calma, mentre sentiva la guancia di Ron, resa ruvida dalla barba, che strisciava contro la sua, fece una smorfia di fastidio.
<< Hai ragione scusa, è che mi sembri strana>> disse lui, drizzando la schiena e rialzandosi in tutta la sua altezza.
Voltò Hermione lentamente per i fianchi, per poterla guardare in faccia.
Hermione sollevò la testa per incontrare lo sguardo di Ron, che era decisamente troppo alto.
Lui la strinse a sé e lei appoggiò la guancia al suo petto, visto che era il punto più alto che riusciva a raggiungere di lui senza doversi alzare in punta di piedi.
Sentì il petto piatto ma muscoloso di Ron e non provo né interesse ne attrazione per esso, quando normalmente sarebbe dovuta essere felice di avere un ragazzo atletico e possente.
Hermione restò pochi secondi in quella posizione, perché si scostò rapidamente da lui e gli sorrise di nuovo, sempre un sorriso forzato.
<< E’ meglio se andiamo a colazione non credi?>> disse, più che altro per giustificare il suo comportamento ostile nei confronti del ragazzo, che per vera fame.
Il ragazzo annuì sempre poco convinto dal comportamento della ragazza.
Arrivati in sala comune c’era come al solito Harry che li aspettava e scesero insieme.
Appena si furono seduti Hermione salutò appena i suoi compagni di casa, dirigendo immediatamente lo sguardo al tavolo di Serpeverde.
Katlheen era lì, seria e bellissima, come sempre e altrettanto solitamente non mangiava nulla.
La Serpe non la stava guardando, benché si fosse benissimo accorta dell’entrata della ragazza, non tanto perché l’avesse vista, più che altro perché il suo irresistibile profumo le aveva subito invaso le narici, arrivando al cervello e risvegliando il vero mostro dentro di sé.
Quando finalmente si decise a guardare in direzione del tavolo dei Grifondoro vide che Hermione la stava fissando.
Le concesse un sorriso a labbra serrate, tanto che le sue compagne di casata, vedendo che stava sorridendo si voltarono subito a vedere chi guardasse, ma lei fu più veloce a cambiare direzione dello sguardo, lasciandole spiazzate, visto che anche Hermione aveva smesso di fissarla, ritornando a guardarla subito dopo.
Quando quelle curiose pettegole delle sue compagne, ricominciarono a spettegolare lei puntò di nuovo lo sguardo sulla Grifondoro, cercando di placare la voce nella sua testa che era ormai urlante.
<< Chi guardi Hermione? >> chiese curioso Harry, che essendo di fronte ad Hermione, la vedeva concentrata su un preciso e constante punto d’osservazione.
<< Nessuno Harry..> disse la ragazza, rimanendo vaga nella risposta e spostando lo sguardo sul ragazzo moro sorridendogli.
Lui le sorrise in risposta, prima di iniziare un noioso discorso sul Quidditch con Ron, che non era incuriosito come lui da che cosa guardasse Hermione

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6 replies since 28/5/2008, 21:14
 
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